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Roa Bianca- Picòla - Piumovimento trekking dalle Dolomiti

(Sito parzialmente in costruzione)
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Roa Bianca- Picòla

Dolomiti > Dolomiti Feltrine > Pizzocco-Erera

Salita ai ruderi di casera Carpenada alta
                                              dai pressi del ponte di Gena

Si tratta di un percorso da effettuarsi nella primavera a causa della vegetazione che può impedire la panoramicità della escursione.
Questo itinerario, sempre su mulattiera ben battuta e larga, offre un buon panorama sulla Morsecca versante sud e sul percorso dello Spigol Sec che si lascia anmmirare totalmente sino alla quota di m.1100 circa.
Anche i Monti del Sole si lasciano osservare attraverso  la vegetazione ancora secca e dal bel prato antistante i ruderi della casera si può intravedere con il binocolo la costruzione gialla del  Biv.Valdo.
Carpenada Alta e Cesurai erano i più frequentati pascoli ‘alti’ sovrastanti l’attuale bacino del Lago del Mis sulla destra orografica, essi sono collegati da un sentiero la cui descrizione viene fatta a parte.

Dislivello mt.370.
Acqua poco prima di giungere alla casera Carpenada.  
Ore 1.45

Il sentiero inizia dal lato ovest della rotabile circa trecento metri prima del ponte di Gena, proprio frontalmente al ristoro sito sulla sx orografica del lago. (largo parcheggio presso la strada) mt.433.

Si sale l’evidente mulattiera che si snoda dapprima verso sud per poi compiere dopo duecento metri un tornante destrorso in direzione n.ovest. La carreggiata del sentiero è molto ampia e si lascia a sinistra alla quota di mt.540 un rudere di casera con una pozza di acqua a mò di abbeveratoio per gli animali.
Sulla sinistra a cinquanta metri un bel roccione con edera.
Si prosegue diritti sempre verso n.ovest e si aggira la costa boscosa di faggi e di pini sino a giungere con qualche tornante ad un prato dove era sita una piccola costruzione con tetto in coppi crollata interamente su se stessa. (mt.700 circa – panorama sullo Spigol Sec e Morsecca)
Il sentiero qui è poco evidente a causa della vegetazione, comunque la mulattiera riprende infilandosi ancora nel bosco circa dieci metri ad est della caserina , mantenendosi ben larga e con media pendenza sul versante est del costone. (tracce di animali hanno formato un sentierino verso sud-ovest rispetto alla costruzione diruta, ma vanno ignorate.
Si prosegue con qualche tornante sino ad un ulteriore pianoro ove vi è un bel masso al centro che invita alla sosta.(mt.800)  Si sale ancora per circa una decina di metri e poi ad un bivio si prosegue per circa dieci minuti verso sud in piano pervenendo ad un altro bivio.

NB: entrambi i bivi presentano il sentiero verso monte che porta alle casere dirute site circa centocinquanta metri sopra ad una fascia di rocce, presso il pian di Colaz.   

Si prosegue diritti oltrepassando una fontana ricavata sotto ad un roccione con un muretto di arginamento e dopo un centinaio di metri si perviene al piano dove vi sono i ruderi delle due caserette di Carpenada Alta.
(mt.800 circa) Buon panorama verso i Monti del Sole , Gena alta e la casera di Piscalor.

NB:Tra i ruderi un sentiero si diparte dapprima in piano poi con buona pendenza verso un rudere a quota mt.950 circa. Lo stesso sentiero poi verso nord si riporta verso il Pian di Colaz ove vi è un altro rudere.



GIRO AD ANELLO PER LE CENGIE SUD DELLA ROA BIANCA

L'itinerario si svolge partendo dal Pian della Falcina a 435 mt.,
(Ristoro-campeggio)  esso si svolge salendo inizialmente sulla sx
orografica della val Falcina poi sulla sx orograf.  della val dei
Burt e quindi, attraversata completamente la Roa Bianca a Sud per
le Cengie, cala per la costa di Cesurai fino al Col della Feda e
quindi al Pian della Falcina.



  La Roa Bianca ed a sx La Porta Bassa e tra i due il Forzelìn dell'Egua (dal M.Fornèl)


 Dalle cengie sud di Picòla vesro l'alta Val dei Burt e Gusela Marini

L'itinerario  non e'  segnato  sulle  carte  topografiche  ne' su
terreno,  tuttavia si svolge su buon sentiero, quasi sempre molto
largo    e  ben battuto.  Anche le  cengie sono ben  pulite dalle
mughe e solo  qui'  bisogna  fare  attenzione  a  non  perdere la
traccia, soprattutto quando la cengia si allarga.
Vi  e'  un  solo  punto su  cengia  dove  bisogna fare  un po' di
attenzione,  ma si  tratta di un  passaggio di  qualche metro con
arbusti dove potersi tenere.
La descrizione viene fatta cosi'  come  e'  stata  percorsa dallo
scrivente.  Anche il percorso  inverso e'  fattibile senza grossi
problemi di orientamento.

Dal Pian della Falcina (mt.435)  si imbocca la mulattiera proprio
dietro  al  campo di  calcio-tennis del campeggio e  si  sale con
qualche tornante al Col della Feda (mt.580 - Bellissimo prato con
un rudere di una stalla,  sul margine nord-ovest del prato, sulla
sua parte piu'  alta,  si diparte  verso  nord   il  sentiero per
Cesurai,  proprio dove  vi e'  un pino marittimo con  un segno di
vernice gialla,  questo  e'  il  sentiero  da  imboccare  per chi
volesse  compiere  il   tragitto   inverso   rispetto   a  questa
descrizione).
Dal Col della Feda  si  prosegue per  sentiero quasi pianeggiante
verso ovest, paralleli alla Val Falcina; il sentiero cala poi una
decina di metri verso due  vallette dove vi sono due ruscelli che
offrono  sempre  acqua.  Superati  i ruscelli  si  sale verso una
costa dove vi e'  una teleferica:(mt.610)  proseguendo diritti si
cala in bassa val dei Burt,  si sale invece direttamente la costa
verso ovest, seguendo il cavo della teleferica.
(Poco sopra a mt.  670  vi e' un bivio verso sx,(ovest) esso porta
in qualche minuto  ai  ruderi  di  casera  Scalada  a  mt.682) Si
prosegue sempre per il filo della costa fino a che essa finisce a
mt.  725  circa dove il sentiero presenta un bivio e si  prende a
sinistra salendo,  verso ovest;  (mentre verso  nord  il sentiero
principale sale verso Cesurai).
Si sale diagonalmente in mezzo al  bosco con qualche pino,  ci si
raccorda con un sentiero piu' grosso (proveniente da Cesurai, una
diramazione  di  quello appena lasciato)  e si sale  per la costa
della val dei Burt.


Dal Sass dei Gnèi da sx la Gusèla Marini, Porta Alta e Cima di Picòla, Porta Bassa e Forzelìn dell'Egua

(A mt. 790 si diparte verso est un sentiero verso Cesurai.)
Si perviene a mt.875, sempre per buona mulattiera, al covolo piu'
basso della Val delle Piave. Si sale a tornanti la valle suddetta
lasciando a destra i bei covoli di mt.  1000, quindi il sentiero,
costeggiate delle rocce,  a quota 1075  circa  prosegue  in piano
alto e parallelo alla val dei Burt.
Ora si tratta di raccordarsi con un sentiero che scorre parallelo
a quello che stiamo percorrendo,  sopra a noi, grossomodo a quota
1100  mt e vi sono due possibilita:
-appena superate  le rocce  dei covoli,  dove il sentiero diviene
pianeggiante,(mt.  1075)  salire su (diritti verso  nord) per una
costa con tracce di passaggio di  animali,  fino a raccordarsi al
sentiero  delle cengie  in vicinanza  di un covolo  sotto a rocce
strapiombanti (per una lunghezza di circa un  centinaio di  mt ed
un dislivello di 25- e' un po' ripido, ma mai pericoloso).
-superate le rocce dei covoli,  dove il sentiero  diviene piano e
poi comincia a scendere parallelo alla val dei  Burt, salire dove
e'  piu'  facile  per tracce  tra i prati un  po'  ripidi  fino a
raccordarsi con il   sentiero superiore. (circa una settantina di
metri con un dislivello di circa 25).

Una volta raggiunto il sentiero delle cengie,(*)lo si segue verso
est,  tagliando completamente tutto  il  versante  sud  della Roa
Bianca. Le cengie scorrono ad una quota dapprima di circa 1100 mt
e poi 1075.  Vi e' qualche minimo saliscendi. Vi e' un solo punto
dove bisogna fare attenzione,  oltre il quale il sentiero cala di
quota  ed a  mt.  1035,  dove gia' sembra di essere arrivati alla
costa  di  Cesurai,  in discesa,(attenzione a  non continuare  in
salita per traccia che sale verso nord per altre  cengie) bisogna
scendere per una costa verso sud-est per circa una  quarantina di
metri  per poi attraversare  verso  est  il  canalino  a    circa
990mt.   pervenendo    in leggera salita alla parte piu' alta del
costone boscoso di Cesurai a mt. 1000, bel pascolo panoramico.
(non  seguire la  traccia  di  sentiero  verso nord-sottocroda)
Il sentiero  si  infila  ad  est nel  bosco,  in  leggera discesa
tenendosi un po'  sul versante della Val del Mis, poi esattamente
sulla  costa,    seguendo il vecchio sentiero  molto incavato nel
terreno,  che  purtroppo va inizialmente costeggiato,  poiche' e'
completamente invaso dalla vegetazione.
Il grande sentiero incavato nel terreno ci porta in breve a quota
mt.  910  in localita' Cesurai, dove vi erano ben quattro piccole
casere ed una stalla, di cui ora rimangono solo i ruderi.
Il sentiero prosegue in discesa proprio dinnanzi ai  ruderi della
casera piu'  bassa,  dapprima  verso est (versante della  val del
Mis)  poi si riporta sulla costa,  superando altre casere a quota
870 mt. e seguendo poi sempre largo e ben battuto, esattamente il
filo della costa che e' molto marcata. Il lago del Mis e' bene in
vista ed appare talvolta in basso anche il Pian della Falcina con
il Campeggio ed il ristoro.
A mt.  860  ad  un  bivio,  tralasciare il  sentiero  che volge a
sinistra (est) e che si dirige verso casera Bellaval, si prosegue
invece ancora  sulla costa giu'  fino al Col della  Feda, uscendo
sul  sentiero  percorso  precedentemente in  corrispondenza di un
Pino con segno giallo  a mt.  580.  In breve si  ritorna  al Pian
della Falcina.
Ore 4-5
Acqua solamente dopo il Col della Feda a mt.600, sui ruscelli.
Dislivello complessivo circa 700 mt.  


NB:  Il sentiero  delle  cengie,  verso  ovest,  prosegue  per la
forcella dell'Egua (Acqua) e per la forcella Porta Bassa.
Il sentiero  piu basso (quello descritto che si  abbandona  a mt.
1075)  prosegue con qualche piccolo saliscendi per i pascoli piu'
interni della Val dei Burt.
Si puo'  notare salendo,  la bella e lunga cengia  che percorre a
nord le cime di Picola fino alla alta Val dei  Burt, nel canalone
che sale alla forcella della Gusela.

      
 Sopra alla Forcella dell'Egua verso la larga cengia per la Porta Bassa  e Val dell'Egua al suo inizio

Alcuni dei rari frequentatori di queste zone che si incontrano di Lunedì...


DAL LAGO DEL MIS (mt.435) ALLE CASERE (dirute) DELLA BASSA
VAL DEI BURT (mt.540)

Dove la  val dei Burt  si  congiunge alla  val Falcina,  ai piedi
della costa  che cala dai  prati di Picola,  (sulla dx orografica
della  val dei Burt)  vi e'  un  piccolo pianoro dove  vi  sono i
ruderi di tre casere ed i ruderi di  una quarta casera,  un po' a
monte, a ridosso di un roccione.
Questa  posizione  anticamente  era  molto  frequentata  sia  dai
boscaioli che dai pastori i cui greggi pascolavano  sui bei prati
della costa di Picola.  Lo si deduce dal numero  dei sentieri che
vi giungono e dalla loro ampiezza.
Nelle  carte  del  1948   vengono  segnate  due  mulattiere  che,
dipartendosi  dal Pian  di  Falcina,  transitando sotto a  Casera
Scalada,  calano in val dei Burt  grossomodo  parallele   per poi
proseguire su per la costa di Picola.
Altra  mulattiera   (pero'   sulla  dx  orografica  del  torrente
Falcina),  si addentra in val Falcina e poi, calata sul greto del
torrente,  lo  attraversa  continuando  in  direzione  opposta  e
risalendo sul piano della val dei Burt.


Le tre cime di Picòla viste dal Col del Douf


La Cima ovest di Picòla (m.1772.5 CTR) a sx l'estremo nord del Pian de Cimia, al centro 'I Frare' e tra di essi la 'Gusela Marini'


  Kriegskarte di Anton Von Zach 1798-1805 - rilievo della zona de 'I Frare' ove è segnato il sentiero per le Cime di Picòla dalla Val Falcina


La Val Falcina vista dal fondovalle


Per la destra orografica:
Si  imbocca  la  mulattiera  della  destra  orografica  della val
Falcina,  proprio allo sbocco della galleria dove  vi e' l'arrivo
di una teleferica da legna. (mt.435)
Si attraversa il greto  del torrente Pezzericola  e, superati due
punti rocciosi  (ponticelli in  legno diruti)  si perviene  ad un
bivio dove  una mulattiera  sale  decisa su a sinistra  mentre si
deve  continure diritti e ci  si  addentra  in un bosco  di pini,
casera diruta sulla destra. (mt.475).   
La mulattiera prosegue in leggera salita e, superate due vallette
a quota mt.585  vi  e'  un bivio,  entrambi i sentieri sono molto
larghi:   si  prende  il  sentiero  a  destra  che   continua  in
falsopiano.
Poco dopo a mt.615  circa ad un altro bivio si prende il sentiero
che cala  a destra  ed in breve,  con un tornante,  si scende sul
greto del torrente Falcina (vi e' sempre acqua).
Su tutte le carte topografiche sembra che il sentiero finisca sul
greto del torrente, invece lo si guada in direzione della val dei
Burt  (appena  superata  sull'altro  versante)   ed  il  sentiero
prosegue ben largo e visibile in direzione nord-est.
Aggirata la bella costa erbosa che cala dai pascoli  di Picola il
sentiero (mulattiera)  scorre circa cento metri pianeggiante fino
alla radura ed al piano dove vi sono i ruderi delle casere.
Esse sono dirute, di piccole dimensioni, ma non e' escluso che vi
fossero anche capanne in legno di  cui il legname  e' marcito nel
tempo.  La casera  piu'  a nord,  appoggiata sulla  destra  ad un
roccione,  sara'  un valido  riferimento per  imboccare  la larga
mulattiera che sale le coste di Picola. (mt.540)  
Acqua  sempre  presente  sul torrente  dei  Burt  e  sul torrente
Falcina. Un ruscello cala anche 200 mt piu' a nord dalle vallette
che scendono da ovest.
Lungo  il  percorso sugli attraversamenti  ed ai bivi  al 1992 vi
sono delle strisce di plastica rosso-bianche come segnavia.

ore 0.50 dal Pian della Falcina
dislivello circa mt.220


Per la sinistra orografica (percorso piu' diretto e preferibile)
Dal  Pian  della Falcina (mt.435)  si entra nel  parco giochi del
Ristoro-campeggio  e  si  rasenta  sulla  sinistra  il  campo  di
tennis-calcio: qui' ha inizio una larga  mulattiera che porta con
qualche  tornante  sulla parte destra  del Col della  Feda mt.580
dove vi  sono  i ruderi  di  una malga e  dei  bellissimi pascoli
erbosi.
Il sentiero si addentra in leggera salita  nella valle, superando
un rivo  d'acqua che cala  dalla Roa Bianca  e quindi  sale sulla
costa dove e'  presente una  teleferica per legna  (la stessa che
arriva presso la galleria del Pian della Falcina). mt.520.
Qui'  vi e' un bivio ( un sentiero sale dritto per la costa ed in
breve raggiunge casera Scalada -ruderi-  a mt.682).
Si prosegue diritti per la mulattiera che si inoltra pianeggiante
per il costone della Roa Bianca ed a mt.650  circa vi e' un bivio
dove il sentiero principale sale a destra (in direzione della val
delle Piave).  Bisogna  proseguire  diritti  per  il  sentiero di
sinistra, esso scende piu' esile ma sempre ben battuto.
Si taglia il costone in discesa con dei  passi  piuttosto esposti
sul pendio molto ripido e quindi si cala in val dei  Burt proprio
di fronte al piano dove vi sono i ruderi delle casere.
Si attraversa  il  torrente  senza  una  via  obbligata  e  ci si
addentra nel bosco sempre senza via obbligata per una trentina di
metri sino al piano.

Acqua a mt. 500 poco prima della teleferica.
Dislivello mt.200.
ore 0.40


ALLE CASERE DI PICOLA mt.1120 (diruta) DALLA VAL DEI BURT mt.540


Riporto dei sentieri sulla dorsale di Picòla su CTR 1:10000


Ritaglio da Tav.XII-9 Kriegskarte di Anton Von Zach (1798-1805) si noti al centro il sentiero che risale la Roa Bianca ed a sx il sentiero che raggiunge i pascoli alti di Picòla. Il sentiero verso il basso risale il Douf.



Trattasi di una mulattiera anticamente molto  frequentata e molto
ampia,  ora completamente in  disuso:  scorre sulla costa est dei
pascoli di Picola,  e'  stata ripulita dalle mughe grossomodo nel
1980  e  presenta  come  segnavia  qualche  striscia  di plastica
rosso-bianca.  Arriva molto evidente fino alle  casere di Picola,
due piccole costruzioni in pietra (segnate sulla carta IGM levata
1966)  ora dirute. Il sentiero descritto non e' segnato su alcuna
carta topografica, pur essendo molto ampio.
La zona e' ora riserva naturale della Val Falcina.
Dal piano a quota 540  mt.  dove la val dei Burt si congiunge con
la  val Falcina,  si  prosegue  in direzione  nord, (paralleli al
torrente  Burt)  lasciando a sinistra una casera  addossata ad un
roccione e si continua per mulattiera  molto larga  in falsopiano
in mezzo ad un largo bosco di faggi verso la valletta  che scende
da ovest (acqua) per circa 200 mt.
Il sentiero continua con ampi tornanti e rimonta la costa fino ad
un  piccolo  ripiano  dove  probabilmente  vi  era   una  capanna
(mt.680). Piccolo ruscello.

NB: (da qui', a destra, un largo sentiero invita  infilandosi  in
piano per cengia fino nella valletta  dove una  vasca naturale di
acqua serviva come  abbeveratoio,  esso non sembra  avere sbocco,
il versante  opposto della  valletta  sembra  risalibile,  ma non
presenta sentieri).

Dopo aver  attraversato  il  ruscello  a destra,  si  prosegue su
diritti  per largo  sentiero,  poco  piu'  in  alto  vi  sono dei
cartelli della forestale che indicano la riserva naturale.
Salendo ancora,  a  mt.  845  vi  e'  la  sorgente  muschiosa del
ruscelletto poco sotto alla mulattiera  a destra  ed appena sopra
ad un salto di roccia.
Rimontato  il  costone,  dove si ha uno  splendido panorama delle
pareti est del monte Pizzocco e della alta Val Falcina,  vi e' un
bivio. mt.1000
Proseguendo diritti,  la mulattiera prosegue in leggera  salita e
poi la  traccia si  fa  sempre  piu'  esile,  tagliando i prati e
dirigendosi in salita verso una valletta rocciosa.
Bisogna  prendere  il  sentiero  che si  inerpica  tra  le mughe,
diritto  sul filo  della costa,  (grosse mughe  tagliate)  con un
tornante  poi  si  aggira  la  costa  a  destra   e  si  perviene
all'interno  di  un'avallamento  dove  vi  sono  i ruderi  di una
piccola casera. Si risale l'avvallamento e si esce sulla sinistra
per bella mulattera fino  sul filo  di  cresta che  in breve, con
bella costa pratosa e pianeggiante  ci  porta a  quota   1120 mt.
dove,  ai margini di un bosco di pini e' sita la casera di Picola (ruderi).

NB:  Dai  ruderi  della casera,  un sentiero  rimonta  il costone
boscoso verso ovest e porta ai  prati  superiori  dei  pascoli di Picola.
Altro sentiero,  visibile solamente nella  stagione invernale, si
diparte  immediatamente  a destra  della  casera  verso  nord (in
direzione  del   M.Roa Bianca)  puntando dapprima verso un grande
masso al di la della valletta pratosa (striscia rosso-bianca).
Esso sale diagonalmente con pendenza costante e media e, superata
una cengia  con mughe porta  sulla  cresta  nord  dei  pascoli di
Picola.  mt.1180.  (stupendo completo panorama  del Col d'Oregne,
alta val dei Burt e M.Roa Bianca).
Questa cresta e'  percorribile sia in salita che in discesa, dove
e' evidente una vecchia traccia di sentiero. Essa e' la chiave di
passaggio per percorrere  le  banche prative nord di  Picola, che
sono percorribili con un sentiero che appare molto evidente dalla cresta.

Dislivello mt.650 circa
Acqua a mt. 845 sorgente nel canalino.
tempo ore 1.30 circa.


DALLA CASERA DIRUTA DI PICOLA VERSO LE CENGIE NORD DI PICOLA

Sentiero non segnato sulle carte.
Questo itinerario,  con  largo sentiero,  permette l'accesso alle
cengie  nord  delle cime  di  Picola e l'accesso  alla parte alta
della val dei Burt.  La parte alta della val dei Burt anticamente
era servita da sentiero sulla sx  orografica,  ma esso correva su
strette cengie e su prati ripidissimi ed  ora e'  franato in piu'
punti rendendo pericolosissimo  il transito.  In pratica sulla sx
orografica  si arriva per buon  sentiero solamente  fino alla Val
dell'Acqua.  Quindi per accedere  alla  alta val  dei Burt questa
descrizione sulla dx orografica e' la piu' facile.
Si  fa  notare  che   il  largo   sentiero  qui'   descritto  era
giustificato sia dai pascoli presenti  sulle pale  nord di Picola
sia dai boschi di faggi tuttora esistenti in alta val dei Burt ed
anticamente sfruttati per il legname; infatti a volte il sentiero
e'  talmente largo da pensare che venisse transitato con le musse
cariche di legname.

Dalla casera diruta di Picola (mt.1120)  si scende una ventina di
metri nella valletta  verso nord  e si  segue un  sentiero che in
leggera  discesa  taglia  tutta  la  costa  boscosa  in direzione
nord-est.  Esso supera un canale  roccioso passando ben  largo su
cengia  ed arrivato sulla costa,  la scende con  stretti tornanti
fino al bosco di larici sulla costa in piano di q.1000 mt.
(Costa dei Talpòi)

NB:  Si puo'  egualmente  arrivare  a questo  punto  dalla casera
diruta  di  Picola salendo verso  nord in direzione di  un grande
masso e rimontando diagonalmente la costa fino a raggiungerla con
un  passaggio su  bella cengia  mugosa  (mughe  tagliate  bene al
1990). Sulla costa bellissimo panorama verso la Porta Bassa e Val
dell'Acqua.  Poi si segue il filo di cresta in  discesa verso est
calando di  un  centinaio di  metri  fino  a  raccordarsi  con il
sentiero  sopra descritto nei pressi  del bosco di  larici  di q.1000 mt.

NB:  Sulla sella della Costa dei Talpòi, dove inizia il  bosco di larici,  un sentiero si
addentra nel bosco verso est, probabilmente usato dai boscaioli che permette , senza salti di roccia, il collegamento al sentiero principale per Picola alla quota di m.680.


Giunti al bosco di larici, si supera la sella verso nord e poi si
aggira la costa verso ovest  per sentiero molto  largo in leggera salita.
Il sentiero,  dopo aver  superato  un  punto  ghiaioso  di frana,
aggira le rocce verso nord e perviene sottocroda ad un covolo che
puo' offrire riparo in caso di maltempo. (1100 mt.circa)
Con  un passo  in discesa un po'  roccioso,  si guadagna la costa
boscosa in prossimita'  di un canalino sempre bagnato; il costone
va  salito  diagonalmente verso nord  e qui'  il  sentiero  si fa
decisamente meno marcato a causa dell'erba alta.
Giunti al  limitare  del  fitto  bosco  di  faggi,  lo  si risale
direttamente verso ovest, non si raggiunge la sommita' del colle,
(siamo arrivati alla parte alta della Costa dei Francolìn)
ma circa una ventina di  metri sotto  alle  crode  si  esce verso
destra,  per prato,  (  quota mt. 1250). Usciti lateralmente a dx
dal  bosco,  sul costone,  si  presenta alla vista la  parte alta
della Val dei Burt ed a sinistra il sistema di cengie  che taglia
alto alla ns. quota le crode.


 la 'Val dei Cantoni' dalla quota 1250 circa, in cima alla Costa del Francolìn.

Si  cala  qualche  metro  fino  ad  un  grande  larice,  dove  un
sentierino traversa sottocroda a sinistra verso le cengie, (altro
sentierino, diagonalmente, scende verso il fondovalle per prati e
boscaglia, attraversando qualche canalino.)
Per le cengie si traversa sottocroda per sentierino molto marcato
fatto  dalle bestie  e  subito  si  supera  un  passo  roccioso e
ghiaioso,  senza  difficolta'.  Proseguendo  con  qualche piccolo
saliscendi per cengie con scarse mughe si  arriva  ad un canalone
roccioso dove cola dell'acqua e dove la traccia sembra finire.
Il superamento di questo canalone e'  un po' difficoltoso data la
ghiaia  ripida  e  l'esposizione  del  passaggio.   Qui'  sarebbe
consigliabile una assicurazione con corda per poter  procedere in
sicurezza sino  al versante opposto dove  la  cengia continua ben
larga.    (circa trenta metri-  8 febb.1993-solo, senza attrezz.)

Dislivello mt.900
Acqua a quota 840 salendo verso Casera di Picola e sulla cengia.
ore 3 circa


    NOTE SUI SENTIERI DELLA VAL FALCINA
 
     La val Falcina si incunea nel gruppo del M.Pizzocco assieme
alla   valle dei Burt,  che e'   la maggiore ed unica valle sua
affluente da  nord.   Segue  un  asse  n.est-s.ovest.   dal  lago al M.Pizzocco.
     La Val Falcina e'  affluente del  lago  del  Mis  a  427 mt circa.
    E'  limitata frontalmente ad ovest  dal M.Pizzocco (mt.2186)
dalle  torri Valdobbiadene  e  S.Lorenzo,  Il  passo  di  Cimia a
mt.2070 e la cresta di Cimia la cui altezza si tiene sui 2000 mt.
    E'   limitata  a  sud-ovest  dalla  parete  est  del  Pizzocco
(mt.2186),  forc.Intrigos  (mt.1757),  Sass  dei  Gnei (mt.1875),
M.Fornel (mt.1773)  con il suo bel crinale che discende  verso il
Mis e  termina con il  M.Sperone (mt.1262)  e la costa Peramula.
(Nel   passato,   il   M.Sperone  veniva   chiamato  Pietra  Mula
-Alvisi,Bernardo  Balbo,1526-  ed un  bastione  difensivo  per le
aggressioni da nord veniva di consueto approntato dai Feltrini su codesto monte.
Sul  crinale suddetto  vi  e'   la croce di Maras a  mt.1542 e la
crocetta di Susin a mt.1482.
    Valli affluenti da  sud sono  la  Valle Spessina,  e  le tre
valli  che si  uniscono  ad  imbuto e  sboccano subito all'inizio
della val Falcina nei pressi del lago del Mis:  Val delle Pelade,
Val del Dof, Val Pezzericola.
    La val  Falcina e'  limitata a Nord dalla cresta  che scende
dal M.Cimia e che contiene la Gusela della  Val del Burt (mt.1719)
denominata dai primi salitori Gusela Marini.
La cresta continua con le Cime di Picola (mt.1600) e poi la costa
scende  giu'  in val  del Burt.  La parte piu'  a valle della Val
Falcina e' limitata a Nord dal M.Roa Bianca (mt.1681).
     Le  forcelle  piu'  importanti  sono  Forcella Intrigos che
guarda  la  valbelluna  a sud,  il  passo Cimia  verso  ovest, la
forcella della Gusela  della val dei Burt a nord. (Gusela Marini)
     Altre forcelle si aprono dalle creste che scendono dal Sass
dei Gnei verso est e che guardano a sud la valbelluna: ricordiamo
la forcella della Crocetta di Susin, le forcelle est ed ovest del Col del Dof.
Sulla alta Val Falcina alla zona delle Crodere (I Crodèr) visono percorsi che percorrono
il versante  nord del Sass dei Gnèi ma essi sono di carattere alpinistico.

     La val Del Burt  si  incunea da  nord-ovest  tra le cime di
Picola  e La  Roa Bianca,  frontalmente e'  chiusa ad ovest dalle
creste di Cimia , a nord dal Col d'Oregne (mt.2110).
     L'alta  Val dei Burt anticamente era denominata Val di Cantoi
(cartografia 1898-1:100.000)
Si affacciano a nord verso la val Brenton la Forc.dell'Egua (acqua)
la Porta Bassa e la Porta Alta.
    Verso sud la forcella della Gusela della val dei Burt guarda
la val Falcina e Cimia.


 Val Falzina vista da Forc. Intrigòs



   CASERE e RICOVERI IN VAL FALCINA

                              L'attivita'  prevalente che veniva praticata in queste valli
era quella dei boscaioli, dei pastori, dei cacciatori.
    Tutte le opere di riparo costruite in queste valli servivano
come punto di appoggio per dette attivita'.
    Sulla sinistra orografica della bassa val  Falcina, in mezzo
ad un bel faggeto e sita su di un colle a mt.682  vi era Casera
Scalada,   ora rudere,  dai pressi della quale  ancora si diparte
una teleferica ad uso dei boscaioli che ancora praticano la zona.
   Meritano di essere citate le caserette di Picola,(tre piccole
costruzioni  ora ruderi)  site sul versante  sud-est  della costa
pratosa di Picola,  le quattro casere  della bassa val  dei Burt,
anch'esse ruderi.Alfine, le quattro caserette dirute di Cesurai, sulla
costa sud-est della Roa Bianca.
Sulla destra orografica della Val Falcina, a quota mt.950 vi
sono i ruderi di Casera Riva  Erta.  La destra orografica era una
miniera  di  legname,   lo   si  deduce   dalle   'zoche',  dalla
vegetazione, dal tipo di strada che la sale ; codesta costruzione
serviva da appoggio ai boscaioli.
    
    In alta val Falcina, sui piani di Cimia a mt.1600 vi era una
costruzione  chiamata  Capanna Cimia ora diruta.  I  suoi  ruderi
sono ben visibili ed era sita in mezzo ad  un  bel pascolo piano.
L'accesso  alle  greggi  di  pecore  avveniva  dall'antico   Pian
Nattern  (ora  Piani Eterni,  dalla  cartografia di Argenta,1790)
attraverso    un sentiero che passava   una cinquantina  di metri
sotto al M.Cimia   e che anticamente era molto frequentato,
ora usato solo da rari escursionisti e bracconieri.


Il 'Covol del Conte' ai primi anni '70

Tra Pian  di  Cimia e lo  Scalon  (passaggio  attrezzato per
raggiungere  il  sentiero  che sale  forc.Intrigos)  sotto  ad un
landro nei pressi di un torrentello sempre rifornito  d'acqua, vi
e' un ricovero per cacciatori,il Covol del Conte Miari. (mt.1550)
    E' l'unico ricovero in condizioni di ospitare e riparare dal
maltempo il  viandante.  E'  addossato alla croda  e del fogliame
funge  da  letto.  Molte casse con lucchetto  testimoniano quante
persone ancora usino detto ricovero per la caccia.  Vi sono anche
dei viveri lasciati per chi  ne abbia bisogno.  (scatolame) Vi e'
acqua portata al ricovero con un tubo in gomma di una trentina di metri.
(NB: il ricovero è stato demolito e totalmente rimosso dalla forestale
nei primi anni 2000 perchè malsano ed ecologicamente una discarica)

    
    
   SENTIERI IN ALTA VAL FALCINA
       
    L'alta Val Falcina e'  attraversata  da  un percorso segnato
dal CAI di  Feltre:(sent.851)  da forc.Intrigos per lo  Scalon al
Piano di Cimia fino al passo Cimia. Il percorso e' attrezzato con
corde invero malsicure (anno 1990) e scala a pioli in legno sulla
zona rocciosa dello scalon, anch'essa malsicura.  
    -Dal piano di  Cimia si  diparte una traccia non  segnata su
terreno che risale le pendici del M.Cimia tagliandolo  per cengie
verso nord fino a portarsi ed uscire in cresta sul margine piu' a
nord della val Falcina verso il terreno carsico dei Piani Eterni.
    -Una traccia di sentiero si diparte da sotto la morena dello
Scalon   (NB:l'erosione glaciale ha formato dove sbocca lo scalon
una  singolare e  curiosa  morena  detritica  che  sporge  in val
Falcina per un centinaio di metri.)  
    Essa   attraversa per cengie a destra verso nord  sotto alla
fascia di  crode strapiombanti che  sbarrano  il  passo  sotto ai
piani  di  Cimia.  Questa traccia e'  di animali e ben  presto si
perde.  Non e' escluso che anticamente vi fosse un sentierino che
portava ai pascoli di Picola.  La guida delle Vette Feltrine cita
questa  traccia  come  parte  finale  della  risalita  della  val
Falcina,  anche la guida  del Parco delle Dolomiti  Bellunesi di
Dal   Mas-Tolot   conduce   il  viandante   nella   parte  finale
escusivamente sulla sx orogr.  fino allo Scalon passando sotto
alle crode del Pian di Cimia.
   -Un percorso di caccia scavalca la cresta di Picola presso la
forcella della Gusela  della Val dei Burt,  trattasi  comunque di
percorso alpinisticamente impegnativo  ed attrezzato parzialmente
con  corde metalliche:  lo  scopo  era  quello  di  permettere un
collegamento con la laterale alta val dei Burt e cengie alte di Picola.
     -Altro percorso  di caccia sulla destra  orografica della val
Falcina,  taglia il Sass dei Gnei grossomodo da 1000 metri per le
Crodere fino a salire diagonalmente nei pressi dello Scalon;  e' da
considerarsi una traversata alpinisticamente difficile in parte su roccia.


Il passaggio per Cimia dalla Val Falcina

Il camino che taglia la fascia di rocce sotto il piano di Cimia, a n.est
del 'Covol del Conte' è alpinisticamente percorribile (roccioso, era
attrezzato in  traversata q.1500 c. con grosso fil di ferro).
    

Il camino che alpinisticamente porta a Cimia è subito a sx del bosco di faggi


               Kriegskarte di Anton Von Zach 1798-1805         la serpentina gialla evidenzia il passaggio


“…Questa zona ha un pendio quasi verticale verso tutti e quattro i punti cardinali ;
quello verso il canal del Miss consiste in una parete rocciosa verticale che dà la possibilità di passare anche se con estrema difficoltà . Questo passaggio attraversa la cima di Cimia verso la valle Follina…”

Questo veniva scritto nel 1802 dall’Ufficiale cartografo Ludwig Geppert che aveva cartografato le Vette Feltrine - Erera e che riportava considerazioni militari sul territorio direttamente al Von Zach. Il refuso ‘Follina’ anziché Falcina risaliva dai ricordi dell’anno precedente in cui aveva cartografato (1801) la zona di Serravalle con Follina.
Il collega Catinelli cartografò nel 1803 la Val Falcina ed è molto importante che entrambi, separatamente, abbiano citato il passaggio difficile dalla Val Falcina per le creste di Cimia.
Il Catinelli lo aveva rappresentato graficamente, riportandolo come continuazione del sentiero della Val Falcina ( punteggiato). Una sola strisciata gialla serpeggiante attraverso Cimia sino alle creste dove vi è l’attuale passaggio di q.1986. (La sola strisciata di fondo  indicava passaggio difficile senza sentiero).
La rappresentazione grafica delle cime di Cimia fuoriesce pure dal bordo del disegno, cosa rara ed eccezionale per gli standard ed i rigidi protocolli imposti dal Von Zach, ma il Catinelli ha voluto farlo.
La cosa più singolare è che il passaggio non sembrerebbe lo ‘Scalon di Cimia’ che siamo abituati a vedere sulle carte (sei metri attrezzati con pioli e corda fissa). Si tratta della stretta fessura biforcuta che taglia di netto la fascia di rocce sottostante ai ruderi di Cimia per una ottantina di metri  sino ad un boschetto di faggi sulla banca sottostante. La spaccatura è veramente poco invitante. Chi ha dato queste preziose informazioni al Geppert ed al Catinelli se non i cacciatori locali?

VON ZACH -1798-1805 -Il ducato di Venezia nella carta di Anton Von Zach –Editore Fondazione
                Benetton-Grafiche Bernardi Pieve di Soligo , Descrizioni militari Vol.I° pag.275, introduzione e
                guida pag.30-31

                  Zona di Cimia: sovrapposizione della carta tecnica al 10000 con ortofoto satellitare.
                          Si noti il polpito di q. 1540 il cui canale n.ovest permette il passaggio.



 SENTIERI NELLA BASSA E MEDIA VAL FALCINA
   
    I sentieri che entrano in Val Falcina sono  pochi, li elenco in breve:

    DX OROGRAFICA VAL FALCINA
       -                              entiero che entra in  val  Pezzericola  dalla  galleria al
lago del Mis,  questo sentiero risale  il M.Sperone  per la Costa
dei Fagher e Col dei Dof.
    -Sentiero  (bella  mulattiera)  alto di  val  Falcina (dalla
galleria al  lago  del  Mis.)   per  val  Spessina.  (  Da questo
sentiero si  dirama  la  traccia attraverso  le  Crodere   per lo
Scalon, ora e' in parte franata alle Crodere.)
Questo sentiero permette di accedere , per ripidi boschi, alla
Croce di Maras ed alla Crocetta di Susin.
    -Sentiero  medio per fondovalle  di val  Falcina .
(dalla galleria  del  lago  del  Mis)  per  Pascoli  di  Picola e Scalon.
     -Sentiero basso  per  fondovalle  per  pascoli  di Picola e
casere della bassa val dei Burt.

SX OROGRAFICA:
   -Sentiero per Casera Scalada ,  per val dei Burt, pascoli di Picola.
    -Sentiero per le cengie della Roa Bianca  per casera Belaval
dalla  rotabile  della Val del Mis (parte  un  centinaio di metri
oltre  alle  due gallerie  dopo il ristoro-camping del  Mis verso monte)
     -Sentiero per casera Scalada e per la  val delle Piave, poi
traccia per la Porta Bassa e forc. dell'Acqua.
    
    DAL LAGO DEL MIS ALLA VAL SPESSINA
                                      Si  tratta  di bella  mulattiera molto ampia.  Era usata per
scopi forestali dai boscaioli. Si inoltra per 2/3 della valle.
    Questa  mulattiera   rende   ben   visibili   le   opere  di
contenimento dei sentieri che venivano fatte anticamente.
    Il  fatto che anche ai  nostri giorni questa  mulattiera sia
rimasta in cosi' buone condizioni dimostra quanto bene, un tempo,
venissero fatti questi lavori.
    Prima  del ponte della val Falcina  vi  e'  uno  spiazzo con
l'arrivo di una teleferica. (mt.435)
    Si imbocca il  sentiero  che costeggia la  montagna e scende
nel torrentello della val Pezzericola.
    Si attraversa il torrente davanti ad una costruzione adibita
a centralina elettrica e si prosegue per il sentiero che presenta
due passaggi su malandati ponticelli in legno.
    Si risale per circa una decina di metri il colle boscoso che
subito presenta un bivio: un sentiero sale decisamente a sinistra
piu'  ripido mentre  quello  di  destra  procede  quasi  in piano
infilandosi in un boschetto fitto di pini.(diritti si va verso la costa di Picola)
    Si sale  a sinistra  per buona  mulattiera,  effettuando due
tornanti su strada intagliata nella roccia.
    Si prosegue poi con pendenza costante per la  mulattiera che
e'  alle  volte di  ampiezza  quasi carreggiabile.  La strada non
presenta piu' tornanti e costeggia la valle lasciando a quota 950
mt.  sulla sinistra i ruderi di  Casera Riva Erta  (non si vedono dalla strada).
    Si supera  un  tratto  ove una frana di  roccia  e ghiaia ha
parzialmente   distrutto   il   sentiero,    e   quindi   bisogna
destreggiarsi per qualche metro tra ghiaie ed alberi divelti.
    (Da  questo  punto si  diparte un  sentiero  che  sale verso
sinistra in direzione opposta a quella in cui siamo  arrivati. Il
sentiero  oltrepassa  un  canalino  e sale  ripidamente  la costa
portandosi sopra alla casera Riva Erta.)
    Il sentiero poi sale piu' ripido per una costa e si prosegue
fino al punto in cui si entra nella val Spessina a quota 1000 mt.
(dove il sentiero comincia a girare  la costa per  entrare in val
Spessina,  si diparte la traccia di  sentiero che  punta verso le
Crodere e poi  alpinisticamente verso lo Scalon),  la  mulattiera
per una decina   di metri   presenta  un  passaggio roccioso  con
mughe tagliate   facilmente superabile che   porta al torrentello
con acqua.   mt.1030.  Sotto  a dx  una  valletta  rocciosa molto ripida.
    Da questo punto  la mulattiera continua  salendo la valletta
sulla sua  destra,  ed  era  molto  largo  un  tempo,  infatti il
sentiero  e'  completamente  sommerso  dalla  vegetazione  e  con
difficolta'  lo si puo'  seguire ancora per un centinaio di metri
su fino ad  un boschetto  di pini,  ed oltre si perde e  solo con
occhio esperto e molto tempo a disposizione lo  si potra' seguire
ancora piu' in alto, verso la croce di Maras.
    Talvolta vi sono  degli spiazzi che servivano  per intassare
il legname tagliato,  in attesa di caricarlo sulle musse  o sulle teleferiche.
    
    Fino alla valletta con acqua dislivello mt. 600 circa
    Ore 1.45 circa.

NB: in Val Falcina sono stati trovati reperti romani (ascie di Bronzo)
       S.Casara - Le Dolomiti di Feltre - 1969
       Si suppone che il metallo venisse estratto dalle miniere della Val Imperina.





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